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INFORMAZIONI RICERCA SCIENTIFICA

L’istituto Regionale della Vite e del Vino Palermo, insieme al Dipartimento di scienze e tecnologie Fitosanitarie della facoltà di Agraria di Catania, nella qualità di costititutori di cloni di viti ad uva da vino, informa che il clone di Malvasia di Lipari Bianca I-VM4 è stato iscritto nel registro nazionale delle varietà con decreto 27 Marzo 2009 (Gu n° 146 del 26/06/20099).

Pertanto il suddetto materiale clonale  sarà moltiplicato presso il Nucleo delle Tre Venezie durante la campagna viticola 2010/2011 e disponibile ai viticoltori che ne faranno richiesta al predetto Nucleo, a partire dalla campagna successiva.

Si informa inoltre che la ricerca condotta sino ad oggi, nel campo della selezione clonale, ha consentito di selezionare due nuovi cloni di viti ad uva da vino a bacca bianca, di estrema importanza per la viticoltura Siciliana. Nei prossimi mesi saranno proposti all’omologazione un  clone di Inzolia  ed un clone di Grillo.

Il Capo Area Tecnico Scientifica

Dr. Vincenzo Melia

L’Unità Operativa di Biotecnologie applicate alla Viticoltura ed Enologia, istituita con DDG n. 57 del 10/3/2010, assimila le competenze della precedente U.O. di Sperimentazione Microbiologica e ne comprende di nuove.

L’attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito della microbiologia enologica si è arricchita negli anni di numerosi contributi, riguardanti principalmente la selezione di lieviti autoctoni ad uso enologico. In particolare nel periodo 2003-2007 è stata costituita una nuova collezione di lieviti Saccharomyces, ricca di 918 isolati tra cui sono stati identificati con metodi di analisi molecolare ben 384 ceppi diversi. Tra questi, 42 ceppi hanno dimostrato di possedere interessanti caratteri enologici, alcuni per le vinificazioni in rosso, altri per quelle in bianco. Dal 2006 è disponibile sotto forma di lievito secco attivo uno di questi ceppi, specificamente selezionato per la produzione di rossi ed in particolare di vini Nero d’Avola. Nel periodo 2005-2008 è stata costituita una nuova collezione di lieviti di interesse enologico appartenenti a generi diversi dal Saccharomyces e studi sul loro impiego nella produzione di vini sono attualmente in corso.

L’attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito delle biotecnologie applicate all’enologia e alla viticoltura consiste nello studio dell’insieme delle informazioni genetiche (genoma) della vite, delle sue proteine (proteoma) e dei suoi metaboliti (metaboloma) al fine di conoscere i processi fisiologici alla base del suo sviluppo. Ci si propone anche di avviare studi relativi alle comunità microbiche presenti nel terreno dei vigneti attraverso il recupero di materiale genetico (metagenoma) direttamente dai campioni ambientali. Nuove metodiche per l’analisi del DNA dei lieviti sono invece già state messe a punto e pubblicate.

L’Unità Operativa fornisce inoltre assistenza alle cantine sociali ed alle aziende vitivinicole fornendo informazioni sui controlli da realizzare nelle diverse tappe di produzione del vino al fine di evitare il verificarsi di inquinamenti microbiologici.

Infine l’Unità Operativa svolge attività di formazione, nell’ambito della microbiologia enologica e delle biotecnologie applicate all’enologia, sia attraverso collaborazioni didattiche con Atenei italiani, sia attraverso la realizzazione di specifici corsi teorico-pratici.

Elenco delle pubblicazioni e delle comunicazioni a congresso.

La nascita della viticoltura a Vulcano si deve a uno scozzese, sir James Stevenson (1822-1903) il quale dopo aver acquistato gran parte dell’isola (1870) sviluppò l’attività mineraria, impiantò i primi vigneti di cui si ha notizia, e contribuì ad accrescere la vegetazione con alberi da frutto e tanti fichi. All’improvviso però, il 3 agosto 1888, il vulcano esplose uccidendo i “coatti” che lavoravano nel cratere. Leggi tutto