Google Translator

    Translate to:

Ticker

Registrazione






La password ti verrà inoltrata a mezzo email


Puoi anche autenticarti con un tuo account Facebook, Twitter, Google o di altro social network, cliccando QUI

Nelle sue vene scorre sangue valdostano ma a folgorarlo è stata la Sicilia. L’Etna soprattutto. Enologo formato alla scuola di Angelo Gaja dove si è fatto le ossa, Federico Curtaz, piemontese d’adozione, si è ormai trasferito nell’Isola, sulla scia della passione. Leggi tutto

L’Unità Operativa di Biotecnologie applicate alla Viticoltura ed Enologia, istituita con DDG n. 57 del 10/3/2010, assimila le competenze della precedente U.O. di Sperimentazione Microbiologica e ne comprende di nuove.

L’attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito della microbiologia enologica si è arricchita negli anni di numerosi contributi, riguardanti principalmente la selezione di lieviti autoctoni ad uso enologico. In particolare nel periodo 2003-2007 è stata costituita una nuova collezione di lieviti Saccharomyces, ricca di 918 isolati tra cui sono stati identificati con metodi di analisi molecolare ben 384 ceppi diversi. Tra questi, 42 ceppi hanno dimostrato di possedere interessanti caratteri enologici, alcuni per le vinificazioni in rosso, altri per quelle in bianco. Dal 2006 è disponibile sotto forma di lievito secco attivo uno di questi ceppi, specificamente selezionato per la produzione di rossi ed in particolare di vini Nero d’Avola. Nel periodo 2005-2008 è stata costituita una nuova collezione di lieviti di interesse enologico appartenenti a generi diversi dal Saccharomyces e studi sul loro impiego nella produzione di vini sono attualmente in corso.

L’attività di ricerca e sperimentazione nell’ambito delle biotecnologie applicate all’enologia e alla viticoltura consiste nello studio dell’insieme delle informazioni genetiche (genoma) della vite, delle sue proteine (proteoma) e dei suoi metaboliti (metaboloma) al fine di conoscere i processi fisiologici alla base del suo sviluppo. Ci si propone anche di avviare studi relativi alle comunità microbiche presenti nel terreno dei vigneti attraverso il recupero di materiale genetico (metagenoma) direttamente dai campioni ambientali. Nuove metodiche per l’analisi del DNA dei lieviti sono invece già state messe a punto e pubblicate.

L’Unità Operativa fornisce inoltre assistenza alle cantine sociali ed alle aziende vitivinicole fornendo informazioni sui controlli da realizzare nelle diverse tappe di produzione del vino al fine di evitare il verificarsi di inquinamenti microbiologici.

Infine l’Unità Operativa svolge attività di formazione, nell’ambito della microbiologia enologica e delle biotecnologie applicate all’enologia, sia attraverso collaborazioni didattiche con Atenei italiani, sia attraverso la realizzazione di specifici corsi teorico-pratici.

Elenco delle pubblicazioni e delle comunicazioni a congresso.

PARLA TACHIS, IL GRANDE VECCHIO DELL’ENOLOGIA

La Sicilia? «Può primeggiare nel panorama vitivinicolo italiano. E per vini di una certa dimensione organolettica, può anche lasciarsi alle spalle le altre regioni del paese». Chi parla è Giacomo Tachis, il padre nobile della moderna enologia italiana, l’inventore del Sassiccaia e del Tignanello, simboli dei grandi Supertuscan. «La Sicilia», sussurra quasi scandendo le parole, «la porto con me, nel cuore. Nell’Isola ho vissuto anni bellissimi», chiosa andando indietro con la memoria al periodo 1992-2000, in cui fu consulente dell’Irvv. Leggi tutto