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vino

Boom di presenze per il ”Wine of Sicily tasting” che si è svolto lo scorso 11 febbraio ad Oslo. Il doppio di partecipazione rispetto allo scorso anno. “Ciò significa – commenta entusiasta Michele Shah, organizzatrice per l’IRVOS della “trasferta” – che le basi costruite lo scorso anno stanno dando i loro risultati positivi”.

Si parla anche di vendite incrementate dei vini siciliani rispetto al 2012. Il brand Sicilia riscuote sempre più successo perché diventa sempre più credibile e qualitativamente sempre in salita.

Ma ecco qualche numero: in totale hanno partecipato in unica giornata ben centocinquantasei esperti del settore e centosei consumatori. Quarantasei gli importatori, tra questi il product chef Mattias Hallin per Moestue Grape Selection; la product manager Cecilie Sletbakk Uggen per Ekjord; il product manager Anne Marie per Smith-Olsen per Vinetum AS. Quarantotto i ristoratori come ad esempio quelli della Trattoria Popolare, di Dinner, di Statholdergaarden, di Cru, di Ylajali e di Nodee. Ventuno i giornalisti intervenuti, tra i quali Tove Gravdal del Morgenbladet, Arnie Stalheim di Kikki.no, Nils Are Økland di Vinforum e Marianne Johnsen di Mat og Venner. Ed infine tra i ventitré del Vinmonopolet (i negozi di liquori di proprietà statale), Monika Wessel - Central Buyer e Per Mæleng - Central Adviser.

Durante la presentazione del mercato norvegese presentato da Olivier Fauviel, direttore dell’agenzia PR The Wine Tempter che ha curato l’evento con Michele Shah srl, “si è potuto notare che le vendite dall’anno scorso – ribadisce Shah - sono in leggera rimonta per il vino siciliano, vi è molta curiosità ed interesse. Ed è importante inoltre – conclude – che essendo la Norvegia un paese governato dal monopolio le ventitré presenze di buyers del Vinmonopolet sono state un segnale di notevole importanza”. Come molto importante è stato anche il momento della degustazione degli oli siciliani. E’ stato dedicato un seminario apposito che ha riscosso molto successo. E questo non può che essere di buon auspicio dato che quest’anno le “trasferte”, e non solo, dell’IRVOS vedranno il vino e l’olio made in Sicily “camminare” insieme.